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Credito d’ imposta sugli affitti commerciali subito spendibile. รˆ uno dei chiarimenti piรน importanti
della circolare 14/E pubblicata ieri dalle Entrate. Un documento atteso da almeno 1,2 milioni di
inquilini – e proprietari – di negozi, uffici, studi e altri locali d’ impresa. Di fatto, l’ Agenzia sblocca l’
utilizzo del tax credit con effetto immediato: potranno essere saldate, ad esempio, le prossime
scadenze della tassa rifiuti (che grava sull’ inquilino), ma anche gli altri tributi arretrati, oltre all’ Imu
in scadenza il 16 giugno (nei casi in cui il bonus verrร  ceduto al locatore o per altri immobili
posseduti dal conduttore). Credito a canone saldato Proprio sulla possibilitร  di trasferire il tax credit
al proprietario dei locali – giร  prevista dal Dl Rilancio – arriva una precisazione importante: le Entrate
confermano che l’ inquilino puรฒ cedere il bonus “in conto canone”, scalandolo cioรจ dal dovuto,
senza dover versare la somma per intero (il dubbio era nato perchรฉ l’ articolo 28 del decreto parla di
canone ยซversatoยป e sono stati anche proposti emendamenti per correggere la norma).
Ad esempio, su un canone di locazione di 1.000, il conduttore potrร  pagare al proprietario 400 in
denaro e 600 sotto forma di bonus fiscale. Servirร  l’ ok del locatore, ma la necessitร  di pagare
comunque la differenza in denaro (confermata dall’ Agenzia) e la possibilitร  di usare il bonus per l’
acconto Imu dovrebbero conciliare gli interessi delle parti. La possibilitร  che l’ inquilino maturasse il
credito senza pagare il canone era stato uno dei punti controversi del precedente tax credit affitti,
quello introdotto dal Dl “cura Italia” (ed erano state le Entrate ad aggiungerlo con la circolare 8/E).
Qui รจ lo stesso Dl Rilancio a dirlo: il credito รจ utilizzabile solo se viene pagato il canone. Se non
viene usato direttamente, comunque, il bonus puรฒ essere ceduto anche ad altri soggetti privati, oltre
che alle banche. A dare impulso alla spendibilitร  del bonus รจ soprattutto la risoluzione 32/E, che
istituisce il codice tributo per la compensazione del credito d’ imposta, il ยซ6920ยป. Perciรฒ, da adesso
gli inquilini morosi (o che hanno beneficiato di dilazioni) potranno “sbloccare” il credito rimettendosi
in pari con i pagamenti.
Ma solo entro quest’ anno: se il pagamento slitterร  nel 2021, infatti, il credito non maturerร . Credito
al 60 o 30% Il tax credit รจ pari al 60% del canone di locazione, leasing o concessione, versato nel
2020 in relazione ai mesi di marzo, aprile e maggio (aprile, maggio e giugno per le strutture ricettive
con attivitร  solo stagionale). Diversamente da quello previsto dal Dl “cura Italia” per il solo mese di
marzo, questo bonus non รจ limitato ai negozi iscritti in categoria catastale C/1, ma a tutti i locali a
uso non abitativo in cui si svolgono attivitร  industriali, commerciali, artigianali, agricole, di interesse
turistico e professionale. Compresi quelli in categoria abitativa: l’ Agenzia conferma che anche un
ufficio situato in un appartamento – ad esempio, categoria A/3 – puรฒ avere il tax credit (si veda l’
articolo a fianco). Il bonus si riduce al 30% in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse (ad
esempio di coworking, dice l’ Agenzia) e affitto d’ azienda. Forfettari e altri beneficiari Per i soggetti
esercenti attivitร  economica, l’ agevolazione spetta a patto che ci sia stato un calo del fatturato o dei
corrispettivi del 50% rispetto agli stessi mesi del 2019.
L’ Agenzia non prende posizione su coloro che hanno iniziato l’ attivitร  da giugno dell’ anno scorso.
Ma qui, per come รจ scritta la norma, toccherร  al Parlamento intervenire nel corso dell’ esame del Dl
34, ora alla Camera. E su questo fronte c’ รจ giร  un primo via libera di massima del Governo, pronto
a correggere il tiro con un parere favorevole a uno dei numerosi emendamenti presentati da
opposizioni e maggioranza, per riconoscere il bonus anche in assenza del requisito del fatturato se il
contribuente ha avviato l’ attivitร  dal 1ยฐ gennaio 2019. Tra i soggetti ammessi al tax credit l’ Agenzia
include espressamente i contribuenti forfettari e anche gli agricoltori sia se determinano il reddito su
base catastale, sia se producono reddito d’ impresa. Per gli enti del terzo settore il credito d’ imposta
spetta, e come chiarisce il Fisco, anche se i locali sono utilizzati in parte per attivitร  commerciale.
Sul sostegno al settore turistico e ricettivo le Entrate rinviano al codice Ateco (Sez. 55) e nell’ elenco
esemplificativo riportato l’ Agenzia finisce per giocare d’ anticipo anche su alcuni correttivi
parlemantari che chiedono l’ estensione del bonus ad appartamenti o bungalow per vacanze e
campeggi. Restano esclusi, invece, gli agriturismi se il titolare non esercita abitualmente l’ attivitร .

fonte ilsole24ore